Dio e la Religione
Per la stragrande maggioranza dei ragazzi, Dio "esiste ...
è grande e buono e giusto .. è forte e grande è
una persona santa.... si è fatto mettere sulla croce per noi
e noi non l'abbiamo ricompensato "
Gesù "è una cosa importante ... è
un santo che ci aiuta a non fare sbagli. Gesù è un Cristo che
al passato ci ha veramente salvato... è il figlio di Dio.. il
salvatore del mondo.. rappresenta il bene di qui la gente crede in
lui per qualche grazia però io non ci credo tanto perché non
ho mai avuto una dimostrazione ".
Tutti i ragazzi sono battezzati, alcuni hanno fatto la comunione,
nessuno la cresima: "Non l'ho mai fatta perché non ho mai avuto
tempo però qui dentro cerco di prendermela perché è importante...
per sposarti ". Tutti conoscono l'Ave Maria, quasi tutti il Padre Nostro,
alcuni anche l'Eterno riposo. Molti portano al collo il crocefisso, cercano
immaginette sacre e, per dare massima credibilità a una affermazione,
giurano "ncopp 'o Volto Santo".
Il santo cui sono devoti è San Gennaro, seguito da p.
Pio.
A tutti, anche a chi non crede, capita di pregare: "Sempre
quando vado a dormire e a volte anche quando mangio ... a volte mi
leggo il libro della Madonna ... a Pasqua ... prima di andare
a dormire mi faccio la preghiera così dormo più tranquillo..
quando sono solo.. quasi sempre perché quando preghi tu li senti
libero.. io non prego mai perché ci ho altre cose da pensare
e non ci ho tempo qualche volta prima che mi addormento faccio una preghiera
per tutti i morti specialmente per mio padre ".
L'essenza della religione cattolica, per i ragazzi, consiste
in ciò: "Che dobbiamo pregare e ascoltare... che parla dei
santi... i sacerdoti perché dicono cose realistiche e belle..
non si fanno peccati... non lo so perché non me ne intendo
di queste cose... crede in Gesù Dio la Madonna e tutti i santi
e il papa e (dice n.d.r.) quello che è male specialmente le
fatture". Nei confronti delle altre religioni tutti esprimono la stessa
convinzione: "Per me ognuno è libero di credere in quello che vuole".
La maggioranza ritiene che "dopo la morte basta è finita lì
la vita non c'è più.. ci mangiano le zoccole",
qualcuno pensa che "andiamo in cielo", qualche altro che "si rinasce
sotto un'altra forma perché mi è capitato di andare in dei posti
che non ero mai stato facevo delle cose e mi sembrava di averle già
fatte". Il papa "è una persona che insegna a volerci
bene... fa le cose buone... è il pìù importante
che ci sia.. è molto famoso e lo ascoltano quasi tutti...
se non ci stesse il papa ci ammazziamo una parte con un'altra.. è
uno che mette pace". Con tutto questo, l'augurio costante dei ragazzi
è che muoia presto perché sono convinti che, alla sua morte,
sarà emanata un'amnistia generale. Alcuni, inoltre, vorrebbero rubare
la "sedia d'oro del papa" o almeno, qualche suo calice. Più
di un ragazzo ruba nelle chiese e si chiede se è peccato.
Qualcuno dice: "Io noti ci tengo molto alle cose di chiesa
ma mi faccio sempre il segno della croce davanti alle chiese, al camposanto
e quando vado a rubare ".
In carcere c'è un maggiore avvicinamento alle pratiche
religiose: "Fuori non ci vado (a messa, n.d.r.) però i santi
sono sempre con me, poi a Nisida ci vado ... a volte no perché
capita che stiamo giocando a pallone".
Alcuni partecipano alla catechesi e tutti apprezzano la presenza
dei cappellano: "E' importante perché aiuta tutti i ragazzi per
farli andare in chiesa e per confessarsi.. ci dice cose belle e importanti
che a noi interessa molto... è importante avere un prete nelle
carceri perché ti aiuta a cambiare una vita nuova.. ci aiuta
a vivere.. ad avvicinarci di più a Dio.. ci impara a pregare
e a prendere la prima comunione". Perfino chi afferma: "in chiesa non
ci vado mai perché non mi piace", del cappellano dice: "Ci
fa pregare e per noi è molto importante perché noi quando stiamo
fuori non pensiamo a pregare e invece qui per fortuna c'è padre Paolo
che ci fa pregare e per noi è un grande aiuto e io lo ringrazio".
C'è meno interesse di prima ai maghi e alle fatture:
"Per me la fattura è una cosa che odio perché se veramente
facessero effetto staremmo davvero rovinati perché tutti si rivolgerebbero
ai maghi e poi anche perché in amore se deve nascere deve essere spontaneo
e non artificiale e poi mi fa un po’ schifo che una donna o un uomo dovrebbe
ricorrere a quei rimedi".
Feste
Le feste di carattere 'personale' non sembrano particolarmente
sentite. Solo di tanto in tanto, qualche ragazzo preannuncia il proprio compleanno
o il proprio onomastico, chiedendo magari un regalino alle insegnanti e, soprattutto,
ipotizzando di far preparare un dolce per tutti i compagni dal cuoco dell'Istituto.
La festa più amata è il Capodanno per via dei botti, dei fuochi
e dei veglioni, seguita a ruota dal Natale, occasione di interminabili pranzi
secondo tradizione con i parenti. La Pasqua viene spesso confusa con la domenica
delle Palme e/o con il lunedì in Albis: "Per prima cosa si deve
andare a prendere l'acqua santa e le palme per farti benedicere prima di mangiare
e poi si danno anche l'uovo di Pasqua e poi ci sono anche le funzioni...
A Pasqua si festeggia la Palma e poi è un grande giorno perché
rinasce Gesù e poi la domenica di Pasqua si va in chiesa e si va a
prendere l'acqua santa e la palma e si mangia tutti insieme e si mangia l'agnellino,
il giorno di Pasqua è un bel giorno... a Pasqua vado a fare la scampagnata
con la mia famiglia al Monte di Procida e ci divertiamo un mondo ".
Un rilievo a parte hanno la festa dei papà e della mamma.
Se al primo si possono regalare anche solo ricche guantiere di zeppole, per
la seconda si fa molto di più: preziosi, biglietti per concerti cui
partecipare con le amiche, telefonini "rubati, ma nuovi e con la scheda
prepagata".
C'è chi fa il regalo alla mamma pure a San Valentino
e l'otto marzo perché "io non ho padre e sono il più grande,
l'uomo di casa: e se non ci penso io a mammà chi ci pensa?". E
chi dice: " Per le donne ci sono più feste e questo non è
giusto, però è giusto perché le donne lavorano più
in casa ".
Carcere
I ragazzi che si trovano in carcere "sono molto sfortunati
tutti". La gente di 'fuori' pensa "che siamo tutti delinquenti...
che noi sappiamo solo rubare... che tutti i ragazzi che si trovano
in carcere sono tutti ragazzi malamente però non è vero perché
ci stanno pure i bravi ragazzi che si trovano qui per sbaglio". Ma c'è
anche chi dice: "Sul fatto che rubano che ammazzano sono scelte di vita
come ben sapete c'è chi fa l'avvocato e chi fa il delinquente... però
per me è meglio fare l'avvocato perché la sera vai a dormire
tranquillo".
Nel sud si trovano più ragazzi in carcere perché
"qui c'è più criminalità... Napoli è il paese
positivo... noi ragazzi meridionali ne siamo di più dappertutto
perché noi napoletani siamo più caratteristici e poi nominati
e allora qualsiasi cosa facciamo usciamo incolpati non dalle cose che facciamo
perché siamo conosciuti ".
Un reato, dicono i ragazzi "è una cosa molto grave
per le mie conseguenze che poi vengono dopo.. è una cosa che
non va alla legge.... è una cosa illegale che lo stato non permette
di fare".
["Lo stato è quelli che fanno le leggi ...
(è costituito n.d.r.) da tanti mangioni che si servono di noi …
lo stato è formato da delinquenti perché senza delinquenti non
si va avanti ... lo Stato è una merda perché lo stato
fa morire la gente di fame perché non dà un posto di fatica
a nessuno ".]
La maggioranza dei ragazzi dice che i reati vanno puniti, ma
alcuni precisano: " Sì ma non tutti perché qualcuno fa i
reati per bisogno ... per parte mia sarebbe meglio noti punirli...
dipende dal reato ... io vorrei che punissero solo quelli che violentano
le ragazze e i ragazzi". C'è ostilità nei confronti delle
ipotizzate misure contro la microcriminalità: "... Se una persona
ruba una catenina di 30 o 40 grammi del valore di 400000 lire e l'arrestano
e si fa 4 o 5 anni di carcere per me è uno scemo perché per
400 mila lire non vale la pena di rischiare 10 anni della propria vita che
in dieci anni puoi guadagnare molto di più comunque io non sono d'accordo
su queste pene perché il furto che era il reato minore l'hanno paragonato
alla rapina e non è, giusto, lo scippo è anche giusto perché
quante volte per lo scippo hanno ammazzato le persone invece il furto non
è una cosa grave perché non si fa del male a nessuno e credo
che le condanne che ci danno adesso sono più che giuste io spero solo
che chi fa le rapine gli vada tutto bene perché ve gli va male ha passato
una vita di carcere per niente ".
Sulla 'funzione' del carcere si registrano due posizioni: alcuni
lo indicano solo come 'punizione' del reato, altri come 'punizione' e, insieme,
'educazione'. Qualcuno dice che non serve né all'una né all'altra
cosa: "Perché l'educazione viene data dalla famiglia e poi se uno
dopo aver fatto un reato se ne vuole fare un altro lo fa senza impegni poi
se è andato in carcere per sbaglio allora non entra più in carcere".
Di fronte alla domanda: " Per un ragazzo è meglio il carcere
o la comunità?" si registrano tre posizioni: 1)" Dipende dalla
situazione che ha ... dipende dal ragazzo se è un ragazzo vivace
è meglio il carcere ma se poi è un ragazzo calmo è meglio
la comunità"; 2) ",Secondo me per un ragazzo è meglio
il carcere perché così si imparano invece la comunità
per una parte non è buona perché ci sono quelli che scappano
e poi si sentono troppo aperti "; 3) "Per me la comunità perché
i ragazzi si trovano più all'aperto ... c'è tutto, sei
a casa tua e ti aiutano più di qua ... sei libero".
Il momento più difficile, nella giornata in carcere,
è "quando ti manca la famiglia perché a volte ti metti a
pensare" oppure "quando c'è qualcuno che vuole fare di testa
sua". Il giorno peggiore è "la domenica perché non c'è
niente da fare", il più bello "il sabato perché si vede
la famiglia.. e sai che stanno tutti bene e così tutta la settimana
stai con pensiero tranquillo" oppure "il mercoledì perché si
gioca con le ragazze". A mancare di più in carcere sono la famiglia,
la droga e "la donna: se ci fosse la donna non sarebbe più carcere".
Tutti i ragazzi riconoscono un ruolo importante all'educatore "perché
ti segue e fa le relazioni buone o malamente ... serve a farti avere molte
cose sarebbe un lavoro esterno qualche licenza poi serve a farti il piano
di trattamento e tante altre cose che per i detenuti è molto importante
... è l'unica persona che ti può aiutare ... ti fa avere
i benefici e poi ti aiuta ... segue tutti i fatti miei e si interessa
moltissimo ... ci parla e ci fa capire tante cose ... ci calma".
Più variegate le opinioni sugli agenti: "Per me la polizia penitenziale
fa il proprio lavoro però i ragazzi pensano che loro quando vengono
a lavorare i ragazzi pensano che vogliono dare fastidio a loro però
non è vero e se potessero non venire, non verrebbero proprio ... perché
sono sbirri noi li odiamo ... io penso se tu ti comporti bene loro
ti ricambiano allo stesso modo anche più meglio però se tu fai
delle cose sbagliate loro devono reagire allo stesso modo ... (ci)
stanno poliziotti che capiscono i tuoi sentimenti e ti possono aiutare se
tu li dai fiducia e ci stanno certi che ti fanno fare la vita del carcerato
... loro pensano che siamo sempre gli stessi e non cambieremo
mai ... penso tante cose che non si possono dire ... è
gente che fa il loro dovere".
I giudici - per quasi tutti i ragazzi "fanno il loro
lavoro come tutti gli esseri umani".
Camorra
La prima reazione dei ragazzi di fronte al tema camorra è
o 'difensiva' - "Ma che volete? ... lo chiedete proprio a me? ...
lo non ne so niente" - o 'provocatoria' - "la camorra è forte...
è bella ... e indicibile.. (con gli aggettivi detti a piena
bocca n.d.r). Tutti sono attaccati alla camorra, pure il cardinale" - .
Solo qualcuno cerca una definizione più obiettiva: "E' una banda
che comandano in alcune zone e che prendono delle estorsioni e fanno del male
a chi non rispetta la loro legge". Tutti conoscono le famiglie camorriste
napoletane ("Licciardo, Mazzarella, De Luca, Galano, Contini, Mallardo")
le zone in cui operano ("Secondigliano, Rione De Gasperi, San Giovanni"'),
gli interessi economici di ciascuna. Molto forte è l'ammirazione
e il rispetto per Cutolo "'o professore vesuviano". ‘Il camorrista'
è, in assoluto, il film più richiesto.
Secondo i ragazzi, la camorra trae origine e alimento nella
mancanza di lavoro: "I disoccupati si buttano nella camorra perché
devono mantenere la famiglia". Ma molti sostengono che il lavoro per tutti
non la sconfiggerebbe completamente perché "la camorra è
una scelta di vita". Né, tanto meno, potrebbe vincerla la
polizia, sia perché 'la camorra è più forte di tutti',
sia perché 'pure le guardie e i giudici sono corrotti'. Un giorno -
leggendo sui giornali la 'preghiera anticlan' di un prete napoletano - si
è aperto un dibattito sulla possibilità che Dio possa sconfiggere
la camorra. Il gruppo classe si è diviso a metà. Metà
sosteneva che la camorra non potrebbe essere eliminata da nessuno, visto che
le forze di polizia in anni e anni di interventi non ci sono riuscite. L'altra
metà ribatteva con una domanda: "Perché, Dio non è
più forte delle guardie?". E qualcuno ha aggiunto che Dio farebbe
bene a vincerla perché la camorra "non è giusta...
rovina la gente...".
I 'valori' della camorra vengono così indicati: "Rispettare
il più boss e mantenere gli ordini … omertà … non si
possono drogare e devono fare dei morti per acquistare alcune zone... uccidere
la gente".
Oltre che a Napoli, la camorra è diffusa anche "in
Sicilia, Palermo, Sardegna, Milano, Roma, America: in tutto il mondo dove
c'è politica c'è camorra". La violenza dei camorristi
è "normale... è una cosa buona perché lo stato non
ci dà un posto di lavoro... devono farlo perché se no non si
va avanti... niente di straordinario fa parte della nostra cultura".
Il traffico di armi "è un grande business", che
consente pure di "fare più facile le rapine". Tra i problemi
di matematica inventati dai ragazzi ce n'è qualcuno del genere: "La
camorra va nel porto a caricare 3437 scatole di armi, poi la polizia
il insegue e sequestra 437 scatole di armi. Quante scatole di armi
le rimangono?".
Droga
Numerosissime le discussioni sulla droga, con la contrapposizione
tra i fautori del cobret e quelli della cocaina. L'esperienza più comune
è quella del mescolamento di varie droghe (spesso sintetiche). La droga
fa parte dell'immaginario quotidiano, qualcosa che viene evocata costantemente:
"Le cose più belle della vita sono: la droga (cobret) la ragazza,
i soldi, gli amici, il divertimento, a ballare ... poi i motorini ...
(Se dovessi vivere in un'isola deserta n.d.r.) mi organizzerei portandomi
100 mignotte e chili di cobret". Abituale è fingere di aspirare
il gesso grattato sul banco, rievocando voluttuosamente la 'preparazione'
della dose: "Bisogna prendere la polvere di cobret e metterla sulla carta
argentata, si passa sotto l'accendino e la polvere diventa come il caffè
... c'è chi il cobret se lo mette nelle vene e diventa stordito...
se si aspira, invece, si resta normali, ma si vede tutto diverso ... ", "Prendete
una bottiglia d'acqua di plastica, togliete il tappo e un po' d'acqua, mettete
la carta argentata con una molla intorno e fate i buchini sulla carta... mettete
un po' di cenere e la pietra di crak e passate l'accendino sopra ... fate
un buco a lato della bottiglia, ci mettete una cannuccia e aspirate...".
La droga - insieme al contrabbando e ai traffici della camorra
- rientra nel 'materiale immaginario' con cui i ragazzi sono disponibili a
fare ipotesi, per esempio 'inventando problemi matematici: "Gianmarco va
a Forcella e prende 45 grammi di fumo, poi va nella Sanità e ne prende
altri 400. In tutto quanti grammi di fumo prende?". "Alessandro ha 20 palline
di cobretto; andando alla ferrovia ne perde 7. Quante palline sono rimaste?".
Del traffico di droga si dice che: "Fanno solo del male...
una grande stronzata che rovina la gente compreso me... non è giusto...
è una cosa brutta .... io penso che senza traffico di droga non campasse
nessuno perché con il traffico di droga mangiano almeno il 50% di abitanti".
Per procurarsi la droga bisogna rubare: "Mi piace rubare
perché per me è un mestiere si abbuscano i soldi per
comprare la cocaina perché mi fa stare più forte e più
arzillo quindi io mi pippo la cocaina ma solo quella pura per me devono mettere".
Denaro
Per la metà dei ragazzi, "non conta niente il denaro
ma conta l'amicizia e la felicità... i soldi non sono la cosa più
bella che ci sia nella vita ... se ci sono (i soldi, n.d.r.) va
bene, se non ci sono fa lo stesso. Basta che sto bene di salute perché
se stai bene di salute i soldi li puoi fare ... i soldi non sono la
cosa più importante che ci sia nella vita". L'altra metà
dice che il denaro è una cosa 'importante' e 'necessaria'.
Il 90% dei ragazzi tra denaro e amore sceglierebbe l'amore,
ma qualcuno dice: "Per me conta più il denaro ... perché
allora se voi avete una moglie e nasce una famiglia e non avete abbastanza
soldi come farete facendo così distruggete solo una famiglia", o
anche: "Io su questo sono indeciso poi io delle donne specialmente non
mi fido il denaro potrebbe andare bene perché lo giri e lo rigiri e
non ti può mai tradire perché noti ha sesso né occhi
né gambe che può decidere da chi andare e a chi vi vuol scopare".
La totalità dei ragazzi mostra insofferenza per chi è
troppo legato ai soldi e "non ha sentimenti". Se diventassero milionari,
"aggiusterebbero' la loro famiglia, metterebbero i soldi "su tutte
le banche così i miei miliardi si facessero sempre di più",
'farebbero tanti magazzini", comprerebbero case, macchine, moto. Ma quasi
tutti darebbero "qualcosa ai poveri", o ",a tutti gli orfanelli", ai "bambini
del terzo mondo", "alle comunità dei tossicodipendenti".
La cifra necessaria per vivere bene si colloca, secondo i ragazzi,
in una fascia che va da 1 a 10 milioni al mese; nello stesso tempo un buon
numero dice di spendere un milione al giorno (o giù di li) per droga,
vestiario e divertimenti.
Lavoro
Alcuni ragazzi hanno piccole esperienze di lavoro (commesso
di salumiere, aiutante di meccanico), molti non ne hanno nessuna. Tutti dicono
che la mancanza di lavoro è una - o la maggiore - causa della delinquenza
minorile (con o senza inserimenti camorristici). Ma pochi sarebbero disponibili
a lavorare per due milioni al mese: "Vorrei un lavoro onesto per rimanere
sempre vicino alla mia moglie o per i propri figli". I più
si limitano a osservare: "Il lavoro è una cosa seria ma (per) chi
lo prende seriamente ... il lavoro è una cosa pesante per stare
lontano dai guai ... io penso che il lavoro a noi ragazzi non ci fa
male ... io penso che il lavoro sia una cosa opportuna per noi che
abbiamo una certa età.. lo dico solo una cosa che il lavoro
mi piace però a volte mi comporto male". Ma c'è chi dice
esplicitamente: "A me non mi piace il lavoro perché faccio un altro
lavoro ... il lavoro non mi piace perché se mi piaceva noti
mi trovavo qui". Guardando al futuro, più di uno dice che andrà
a lavorare, con tono e mimica che annullano il significato delle parole..
E' raro sentire con accenti di sincerità: "Voglio andare a lavorare
... voglio fare pure il disoccupato, ma coi reati basta, non me ne
fido più di questa vita".
Vestiti
I "panni" hanno un posto di rilievo nei discorsi
dei ragazzi. Tutti dicono di preferire uno stile ‘sportivo' e, nelle occasioni
importanti, uno stile 'classico'. Solo qualcuno afferma di non essere particolarmente
interessato al vestiario. Per tutti la tuta è sinonimo di benessere
e comodità: "La domenica mi metto la tuta e me ne scendo
pulito e sistemato…". I ragazzi conoscono bene gli stilisti alla
moda e i prezzi di jeans, camicie e maglioni griffati. Marche preferite: Iceberg
e Versace: "Io a Natale regalerei alla mia fidanzata un giubbotto di Casmir
(Cachemire n.d.r.) e un pantalone della Versace ... poi io vorrei
avere in regalo solo una cosa un bel giubbotto di Iceberg ... Io so
guaglione, ma la so tenere la ragazza, la porto al magazzino e spendo cinque
milioni e dico: 'Vestiti’ e prendo pantaloni e giubbini di Versace e per me
camicie...".
Maniacale è l'attenzione alle scarpe, sportive e firmate.
Una piccolissima - pressoché invisibile - macchia sulle scarpe o su
un giubbotto può pregiudicare la serenità del gruppo classe
per l'intera lezione.
I ragazzi hanno una grande conoscenza degli orologi più
costosi (i modelli più esclusivi di Rolex e di Breitling) ma li vedono
soprattutto come oggetto 'di lavoro' (lo rubano per rivenderlo) più
che di 'uso' (rubarlo per usarlo). Abbastanza diffuso l'interesse per i gioielli.
Tempo libero (Tv - Film - Canzoni)
La TV, per i ragazzi, è il più comune strumento
per passare il tempo quando stanno nelle loro camere. Pochi vedono i Tg "per
essere informati di quello che succede", molti seguono trasmissioni che
comprendono canzoni, giochi e vallette. La preferita è 'Fuego' "perché
parla della gente e della vita di oggi", ma anche 'Passaparola' "perché
ci sono delle vallette molto carine". La telenovela più seguita
è 'Vivere' - "perché è molto bella e poi è
una trasmissione italiana" - e un certo interesse suscitano i personaggi
di Telegaribaldi.
Quasi tutti vedono i cartoni animati, perché "sono
divertenti e li vedo da tanto tempo". I preferiti sono i Simpson
("mi fa divertire perché sono gialli"), Alvin, Tom e Jerry,
Ken il guerriero ("perché litiga contro il male e vince sempre
... io mi vedo tutte le puntate") e, soprattutto, Lupin ("perché
me lo vedo da motto tempo e poi è divertente ... mi imparo a
rubare come fa lui").
Un discreto numero di ragazzi segue alcune trasmissioni a carattere
informativo, come 'La macchina dei tempo': ne trae, di solito, notizie sconnesse
e incoerenti per cui può capitare di sentirsi chiedere, in classe,
mentre si parla per esempio di geografia che tipo di elicottero usavano gli
uomini primitivi. Visti e rivisti i film, in particolare quelli interpretati
dai cantanti napoletani, quelli a sfondo erotico e i film d'azione (in particolare
quelli interpretati da Schwarzenegger e da Van Damme. Non c’è una particolare
simpatia per Totò, mentre si osserva una forte antipatia per Troisi.
Scarsamente - o per nulla - seguite le partite. D'altra parte il calcio -
che fino a due anni fa faceva parte dei discorsi quotidiani - sembra sparito
dal campo di attenzione dei ragazzi..
Al contrario sono molto ascoltate (attraverso la radio e i walkman)
e molto cantate le canzoni dei napoletani: Finizio, Brunella Cori, Gianni
Celeste, Tommy Riccio e, soprattutto, Nino D'Angelo e il preferito
Gigi D'Alessio.
Famiglia
"La cosa più importante è la mia famiglia perché
è più importante perché loro mi hanno messo al mondo
e io li voglio bene ... Se (qualcuno n.d.r.) facesse del male
a me lo perdonerei, ma se lo facesse alla mia famiglia no". Affermazioni
di questo tipo - vigorosamente ribadite - farebbero pensare a strettissimi
legami con i propri familiari. Ma, rispetto al passato, vengono esplicitate
forti fratture emozionali all’interno della famiglia: "Io porto parecchio
odio per la mia famiglia perché non hanno fatto mai niente per me mi
hanno messo solo in mezzo a parecchi guai ... Tra mia mamma e la ragazza
con cui sto adesso sono più attaccato alla ragazza perché non
sono cresciuto con mammà ... lo mio padre l'ho conosciuto a
17 anni e non esiste che mio padre da uno schiaffo a mamma; lui dice 'm’é
muglierima’, ma davanti a me non si deve permettere ... io non sono
tanto attaccato a papà".
"Io penso che la vita familiare di oggi è una
vita abbastanza dura perché il 50% delle famiglie sono famiglie distrutte
dalla camorra familiare che non hanno lavoro e tanti problemi che stanno oggi.
Per combattere la vita di oggi il rapporto familiare è difficile. Adesso
vi spiego perché oggigiorno è difficile collaborare in famiglia
perché non c'è dialogo. Noi ragazzi siamo cambiati vogliamo
vivere all'avventura, vogliamo fare tutto quello che si fa oggi e contemporaneamente
facciamo molti guai".
Il legame più forte resta quello con la madre, la più
‘comprensiva' e quella più presente durante la detenzione: "Mia
mamma viene sempre a colloquio; il sabato viene qua, il giovedì va
a Poggioreale da mio fratello". "Per me la madre è tutto perché
se non c’è una madre dentro una famiglia come si va avanti e poi la
mamma da tanto affetto quando ci hai qualche problema ce lo puoi dire a lei
e lei fa il possibile per farti stare bene la mamma serve a fare tutto dalla
a alla z". "Io penso che un buon rapporto con la propria mamma è molto
importante perché se hai qualche problema lei è l'unica a risolvere
quel problema che hai e se pure hai qualcosa da confidarti lei è l’unica
persona di cui ti puoi fidare e non ti può tradire mai perché
una mamma non può mai volere il male del proprio figlio questo è
come penso io perché stanno anche madri che fanno il male dei figli
e sono quelle madri cattive".
"... lo non mi sarei mai permesso di contraddire
mia mamma perché ha fatto di tutto per crescermi e non credo che trattarla
male sarebbe la ricompensa dopo tutto quello che ha fatto per me io vorrei
fare di tutto per darle le soddisfazioni che lei desidera, ma fino ad ora
gli ho dato solo delusioni e per lei è il male più grande che
possa esistere e per questo voglio fare di tutto per farle credere che per
il figlio ci sono tante speranze e un giorno vorrei sentirla dire mio figlio
si è sistemato e non come adesso che quando parla con altre persone
dei figli deve dire non si comporta bene fa sempre guai non ce la faccio più
ma io credo che un giorno potrà sorridere di felicità e dargli
il piacere più grande della sua vita sarebbe quello di vedermi sistemato
con un lavoro con la mia famiglia e un figlio che può chiamarla nonna".
"Per una madre e un figlio ci possono essere difficoltà
perché il figlio vorrà fare sempre quello che gli pare invece
la madre vuole sempre il bene di un figlio però la madre è tutto
per un foglio fa sempre di tutto per fargli fare cose buone e non cattive
la mamma è una statua d'oro è come la Madonna è tutto
quando dice fina cosa non si sbaglia mai poi quando ci troviamo in situazioni
drammatiche diciamo che la mamma ha ragione ecco lo sbaglio di ognuno di noi
è questo che facciamo prima le cose e poi ce ne pentiamo di tutto quello
che abbiamo fatto".
Per il padre, due terzi dei ragazzi provano "rispetto", il
rimanente o non l'ha mai conosciuto o, comunque, non prova "niente" nei
suoi confronti. Un padre dovrebbe essere, secondo i ragazzi, "buono ...
avere un comportamento corretto ... deve far crescere il figlio
educato e lavoratore ma per far venire il figlio così lo deve fare
prima lui ... affettuoso ... miliardario". Un fratello,
per i ragazzi, "non è proprio niente ... è
tutto ... è un pezzo del mio cuore ... è il sangue
mio ... la vita ... più di tutti gli altri ... è
un amico sincero che puoi confidargli le cose più segrete e che non
ti può mai tradire". "Io con mio fratello mi trovo bene perché
lui la pensa come me non proprio come me però quasi con le stesse idee
per esempio io e lui quando è venuta la festa della mamma gli abbiamo
fatto tutti e due lo stesso regalo una bottiglia di profumo e nostra madre
è rimasta molto contenta però io stavo abbastanza arrabbiato
perché dicevo vicino a mio fratello che il mio regalo era più
bello del suo e invece erano uguali però non mi è mai fregato
niente basta che era contenta nostra madre". "Mio fratello è un ragazzo
che mi vuole aiutare perché mio fratello ha capito che ho sbagliato
e lui ha capito che io quando uscirò andrò a lavorare perché
io la vita di andare sempre in galera non la voglio fare più perché
perdo tutta la libertà e soprattutto mio fratello mi ha detto che io
quando uscirò devo andare a lavorare perché se quando uscirò
andrò a rubare un'altra volta e vengo qui un'altra volta mio fratello
mi fa morire nel carcere ok perciò serve il fratello".
"lo e mio fratello gemello quando stavamo insieme ci litigavamo perché
quando mia mamma ci comprava qualcosa io dicevo che era più bella e
mio fratello diceva di no poi mia mamma si arrabbiava e non comprava niente
più e ci diceva che noi eravamo fratelli e non dovevamo litigare e
ci dovevamo volere bene... Nostra madre ci vuole bene a tutti e due per questo
mia mamma comprava non lo so un giocattolo qualche cosa per farci stare d'accordo
poi vedeva che noi ci litigavamo sempre e ci picchiava però non picchiava
solo al mio fratello e a me no ci picchiava a tutti e due. Ora però
siamo diventati grandi e facciamo le cose diverse non stiamo più insieme
lui si compra i panni di un'altra specie. Poi con la mamma si incazza sempre
e io lo sgrido perché gli dico che nostra mamma ci ha cresciuto e quando
eravamo piccoli ci ha dato tutto".
I ragazzi non parlano mai dei loro figli (il 10% è già
padre e la metà non riesce a scrivere e a leggerne correttamente il
nome 'esotico'). Il desiderio più comune nei loro confronti è
che non "cresca come me", ma diventi un bravo ragazzo "non
scemo però" (o una brava ragazza "non come quella di ora") e,
soprattutto, vada "a scuola tutte le mattine", magari studiando "da
avvocato".
Amicizia
L'amicizia era fino a qualche anno fa un valore assoluto, senza
'ma'... Ora è vista in maniera più problematica: "È
una cosa bella ma si deve saper trattare ... non dobbiamo distrugger(la)
come noi a volte facciamo noi ... è una cosa passeggera perché
l'amicizia va e viene ... è una cosa che non esiste ...
è così così ... le amicizie ci sono sia buone
sia cattive però io dico che tutti i ragazzi di oggi pensano solo a
se stessi ... l'amicizia è bella quando siamo due di noi amici
per la pelle ... senza amicizia sarebbe troppo brutto perché
se non hai amicizie con qualcuno è meglio che te ne stai a casa da
solo ... l'amicizia è tutto ma bisogna rispettare i propri compagni
cioè non puoi prenderti una cosa che non è tua cioè la
ragazza...". I rapporti con i coetanei all'interno del carcere vengono
visti in maniera variegata. Alcuni ragazzi ritengono che nel gruppo ci sia
armonia: "L’amicizia è una cosa bella fra di noi perché diventiamo
più importanti e più forti". Altri dicono che
"c'è amicizia, ma non è come l'amicizia che si fa fuori perché
qui in carcere l'amicizia è una cosa che si deve fare per forza mentre
fuori nasce dal profondo del cuore".
Altri ancora dicono che c'è "rivalità",
oppure precisano che "c'è sempre qualcuno che vuole dare fastidio
o perché sta per un reato più grande o perché fuori ha
qualcuno che lo protegge". Altri infine usano termini più
duri: "C'è distruzione tra di noi, non si tratta di volerci bene
perché uno che ruba come me non è meglio di me e io meglio di
lui ... tra noi c'è più odio perché c'è
sempre qualcuno che vuole comandare il carcere".
Ragazze
Quasi tutti i ragazzi hanno una fitta corrispondenza con la
'fidanzata' e una serie di altre ragazze, ognuna delle quali potrebbe svolgerne
il ruolo.
Le opinioni sulle ragazze vanno da "le ragazze sono tutte
belle" a "le ragazze di oggi non sono sincere",da "le ragazze
ne sanno una più del diavolo" a "le ragazze sono come il limone vanno
bene solo sul pesce" (è stata scelta l'espressione meno volgare
n.d.r.). "Al giorno d'oggi è difficile trovare una ragazza buona
che fa quello che dico io, che sta in coppa, e quando deve scendere scende
e torna senza andare coi ragazzi sbilanciati". Un ragazzo può avere
più innamorate - "la donna è come la sigaretta: prima si
usa poi si getta" - anche se qualcuno aggiunge che il principio è
valido solo "se non ha una fidanzata". La ragazza, al contrario,
non può avere più innamorati, specialmente se è "la
mia ragazza". "Il matrimonio per me è una cosa decisa... io quando
esco mi dovrò sposare e farmi una vita". Aumenta però
la percentuale dei ragazzi che esplicitano una preferenza per la convivenza:
"... lo ho già provato a convivere e mi trovo bene però è
sempre un fatto che se c'è l'amore c'è tutto quello che ti serve
... Qualunque carattere avrebbe (una ragazza n.d.r.) io non
me la sposo perché il matrimonio non fa per me, sono più per
la convivenza ... Il matrimonio è bello ma a me non piace, può
darsi che in futuro mi può piacere ma in questo momento è meglio
convivere". La bellezza fisica - tanto vagheggiata e talvolta pesantemente
commentata nelle starlette televisive - non è ricercata nelle ragazze
con cui si ipotizza di potersi sposare. Piuttosto, le qualità privilegiate
sono: "Simpatia, dolcezza, serietà, sincerità... che mi vuole
bene ... che mi capisce". La moglie deve restare a casa. Minoritaria
la posizione di chi dice: "Mia moglie deve dare un contributo lavorando".
Più condivisa l'affermazione: "Lei deve fare solo la casalinga
e accudire i propri figli e poi io con un lavoro onesto porto la mia famiglia
avanti". A differenza del passato - quando le ragazze erano più
giovani dei ragazzi - oggi si registra una tendenza a relazioni - anche di
convivenza - con ragazze più grandi di una decina d'anni (da cui in
taluni casi hanno pure figli).
La ragazza più grande viene vista come una che 'sa',
'è esperta' - "scetata" - e, in prospettiva più ‘gestibile'
: "lo non starei con una troppo più giovane di me perché
poi lei è ancora giovane io non sono più 'buono' e sapete quante
corna mi fa e io l'ammazzo... ".
Il tradimento è inaccettabile: "È una cosa
bruttissima per noi napoletani che ci tengono al proprio onore invece in altre
zone d'Italia è come andarsi a prendere il caffè al bar ...
Il tradimento è una brutta cosa per l'uomo (= che l'uomo sia
tradito n.d.r.) però per la donna (= che la donna sia tradita
n.d.r.) non è un granché. Io sono un ragazzo ho tradito a
mia moglie però mia moglie non mi ha mai parlato, ma io non so che
dire o perché lei essendo più grande non se ne imporla perché
io a certi momenti sono un ragazzo che ho momenti di sbandamento però
io penso che lei ha capito che il frutto più importante è per
lei". Solo qualcuno aggiunge che neppure il marito può
tradire: "Se voi avete avuto una moglie significa che vi vuole bene e non
è giusto andare con un'altra". Nessuno perdonerebbe il tradimento
"perché dopo sei cornuto per tutta la vita" (uno solo dice che
lo considererebbe "normale"). Le possibili scelte sono, in questo caso,
due: 1) "lo non le voglio mai pensare queste cose però se mi accadesse
sono il tipo che la mia vita la butterei dentro un carcere"; 2) "lo
non lo perdonerei mai il tradimento ma non farei come tante persone che ammazzano
per il tradimento ma mi comporterei da signore, gli metterei la propria roba
alla porta e gli direi: dove ti sei fatta Natale la ti fai Capodanno".
Tutti i ragazzi concordano su un altro punto: non si può
giustificare chi abbandona la fidanzata incinta: "E' uno scemo ...
senza testa ... un fallito ... un grande pezzo di merda ...
è una schifezza ... è una cosa brutta e non si deve
fare neanche per scherzo". La ragazza che cresce il figlio
da sola "è una ragazza sfortunata ... è una brava
madre ... vuole bene il figlio... è una ragazza in gamba". E
più di uno ne ha una personale esperienza: "Così è
successo a mammà".
Metafore
li gioco dei 'se io fossi ... sarei ...' apre squarci interessanti
sull'immaginario dei ragazzi:
Se io fossi un animale: il 50% indica l'uccello "perché
vola" o "perché canta"; qualcuno specifica il tipo di uccello (colombo).
All'interno di questo 50% sono compresi altri animali che 'volano' (farfalle).
Un altro 49% si orienta verso animali 'forti': il leone ("perché
è veloce"), la tigre ("perché la tigre è
l'animale che mi piace dì più"), il ghepardo ("perché
ha una velocità impressionante"). L'1% indica un animale
'tenero' ("un cagnolino per essere coccolato e accudito").
Se io fossi un oggetto: la metà abbondante indica
"la macchina" ("per andare lontano", "perché mi
piacciono i mercedes", "perché andrei a fare dei viaggi").
Più di un quarto indicano i gioielli ("un tesoro perché
sono molto importante", "un brillante perché è un oggetto molto
prezioso", "un collier perché non viene mai dimenticato").
Il restante quarto da risposte 'spurie' ("una fragola", "a
me non piace essere un oggetto", "una pistola perché la pistola è
una cosa bella").
Se io fossi una pianta: Il 50% indica la rosa ("perché
è bella", "perché viene regalata nei momenti più belli",
"per regalarla ad una persona cara"). Un 20% la margherita ("per
farmi sfogliare", "perché odora e mi fa pensare la primavera", un
altro 20% un fiore in genere ("perché odora", "perché le
donne mi prendono in mano"), il rimanente 10% una pianta "importante"
("come il cigas").
Se io fossi un bambino: quasi tutti giocherebbero a pallone
(alcuni giocherebbero a nascondino, o alle costruzioni). Ma il 20% rimpiange
esplicitamente l'epoca di un maggiore rapporto con la madre ("mi piacerebbe
essere un bambino per giocare con la mamma", "mi piacerebbe stare in braccio
alla mamma e ciucciare il latte").
Se io fossi un altro mi piacerebbe essere: Il 20% sceglie
un attore ("vorrei essere Van Dam perché è forte e coraggioso",
"S. Connery perché è attratto (desiderato n.d.r.) dalle
donne di tutto il mondo nonostante la sua età e anche perché
è un grande attore"). Gli altri si dividono quasi a metà
tra chi vorrebbe essere se stesso ("io mi piaccio come sono") e chi
vorrebbe essere "un ragazzo tranquillo con la legge".
Se io fossi una ragazza, il ragazzo di cui mi innamorerei
sarebbe: su questo punto solo qualche ragazzo accetta di rispondere ("un
bravo ragazzo ... un ragazzo che mi ama... bellissimo"),
gli altri dicono che: "Non mi piace rispondere ... mi da proprio
fastidio rispondere ... non posso rispondere". Perché?
"Perché sono un uomo".
Omosessuali e travestiti
Per gli omosessuali la parola che ricorre di più è
'schifo': "E' una cosa che mi fa schifo ... mi fanno schifo ...
fanno schifo perché la loro mamma li fa uomini e loro vogliono fare
le femminucce ... sono maniaci ... io penso che agli uomini
sessuali dovrebbero dare la pena di morte ... se viene (in carcere,
n. d. r.) un omosessuale lo picchiassero tutti i giorni". Solo qualcuno
esprime una maggiore tolleranza: "Per me gli uomini omosessuali sono nati
con questo destino ... sarà anche una scelta sbagliata però
loro a quel modo sfogano i loro pensieri. io penso che oggigiorno non ti puoi
mettere nella testa di un altro perché è difficile capire .....".
Per i travestiti c'è una sostanziale simpatia, anche
quando si dice che "non dovrebbero farle queste cose sia per loro sia per
gli altri": "I travestiti sono uomini come noi ... sono persone come
noi pure loro allo stesso modo fanno la scelta della loro vita oppure si nasce
... sono gente malata ... vestendosi da donna si sentono più
a suo agio ... sono nati con questa mentalità così e
nessuno può fare niente ... per me fanno una brutta vita peggio
di noi".
Regole
Si registra un'insofferenza crescente alle norme. In gruppo
"si debbono rispettare le regole mie ... dai disposizione e devono
ubbidire ... per me le toglierei tutte perché nella mia vita
non ho mai rispettato una regola ... siccome qui a Nisida è
una casa di correzione io le rispetto a forza perché devo ... secondo
me bisogna rispettare le regole soltanto se vengono dettate da una persona
con un'intelligenza più grande del gruppo ... la prima regola
è quella di non litigare e non dividersi mai perché l'unione
fa la forza ... non fare mai debiti di gioco e debiti sulla droga così
puoi vivere senza problemi di poter avere qualche pallottola in testa ...
(le regole si devono rispettare) poco tempo perché c'è sempre
qualcuno che scoccia (la regola migliore è) che non c'è nessun
capo ... Non c'è nessuna regola perché ognuno si comanda
da solo".
Una regola condivisa è "il rispetto" per i genitori
e gli amici e, in carcere, (ma non per tutti) "il rispetto per le
maestre, gli agenti, gli educatori".
A Nisida, secondo i ragazzi, "ci sono regole giuste e regole
sbagliate... le regole che ci sono sono giuste solo che toglierei la sveglia
alle ore 7.30 e la porterei alle 9.30 ... le regole per me sono troppo
severe perché io sono stato a tre carceri ... e qui è
un po' più pesante perché qui ci sono molte cose che tra gli
altri carceri non si fanno per esempio il mangiare qui non si può entrare
quasi niente però ogni carcere ci ha le sue regole, io devo dire una
cosa però qui io vedo che mi sto imparando molte cose che in altri
carceri non mi sono imparato".
La scarsa abitudine alle regole porta i ragazzi a una sensibile
difficoltà a estrapolarle da una situazione data. All'inizio dell'anno
scolastico 96/97 erano state sottoposte ai ragazzi una serie di immagini da
commentare con una regola di comportamento in classe. Erano emersi molti "non
si deve" e alcuni "si deve": "A scuola non si va arrabbiato
... non si sbadiglia ... non si urla ... non si allucca...
non si deve dormire ... non si sta testa a testa ... non
si fa a botte ... non si va incazzato ... non si fa il prepotente ...
non si portano i bastoni ... non si portano le armi ... non
si fa violenza ... non bisogna pensare (ai fatti propri, ma alla
lezione n.d.r.) ... In classe si va per studiare e comportarsi (bene) ...
bisogna leggere e fare i compiti ... dobbiamo essere tutti amici
... si va per imparare ed è anche divertente ... andando a scuola
si possono risolvere i punti interrogativi".
A metà di questo anno scolastico, le stesse immagini
sono state al massimo 'descritte' ("La maestra spiega ... sta stanca
… il ragazzo pensa al tema … è triste perché ha
litigato con la ragazza") ma senza trarne alcuna regola.
Vesuvio
L'esplosione del Vesuvio è una delle paure sotterranee
dei ragazzi:
"Il Vesuvio quando esplode si porta per prima si porta Pompei,
Torre Annunziata, Torre del Greco, Tre case, Boscoreale muoiono i bambini
e le mamme e i padri e poi spara via le macchine, i motorini, le case, la
chiesa di Pompei .... ", " il Vesuvio può scoppiare, però
con gli scienziati che ci sono oggi (...) ci avvertono per scappare, però
anche se gli scienziati se ne accorgono in tempo penso che il Vesuvio non
ci da neanche il tempo di scappare ... . Per me se scoppia avrei tanta paura...
spero che non scoppi mai". " lo penso che se il Vesuvio esplodesse accadrebbe
una strage perché perderebbero la vita molti esseri umani, una sola
cosa ti potrebbe salvare, imbarcarti sulla nave oppure dovessi fuggire sull'aereo
perché la lava non perdona a nessuno ... davvero venisse la
fine del mondo"'. "A Napoli se nel Vesuvio esce il gas stiamo in pericolo
pure noi però abbiamo un vantaggio che noi qua abbiamo il mare è
molto difficile che a Napoli farebbe le vittime però non si sa perché
il Vesuvio ha delle risorse che può far venire il terremoto o il maremoto
e se viene queste due cose non è solo Pompei ad avere problemi ma tutta
la terra perché il terremoto è una cosa che ci rimettono molte
città e molte persone e comunque è bruttissimo io spero che
il Vesuvio non esploderà mai perché se si pensa cosa può
fare il Vesuvio tu non dormiresti neanche una notte". "Se scoppiasse il Vesuvio
spero che nel mio paese non arriverà perché io ci tengo tanto
al mio paese perché è molto bello ".
Scuola
All'inizio di questo anno scolastico, la stragrande maggioranza
dei ragazzi sosteneva che la propria richiesta di iscrizione a scuola era
determinata solo dagli obblighi della carcerazione. Tutti consideravano la
scuola sostanzialmente 'inutile' e 'controproducente': inutile perché
il suo sapere non veniva ritenuto spendibile né nella vita quotidiana
né nel lavoro; controproducente in quanto "con la licenza media
non mi posso comprare la patente".
Sei mesi dopo, quasi tutti definiscono la loro partecipazione
all'attività scolastica a Nisida una cosa "che serve":
"Per avere un titolo – per fare qualcosa - per ottenere una lingua più
pulita - per me la scuola è tutto è la cosa che ti impara a
crescere nella vita ... a imparare cose utili, a dare una licenza, a trovare
lavoro, a dialogare con delle persone più colte e non tirarmi indietro".
Alcuni ne fanno rilevare gli aspetti negativi, ma legandoli
ad aspetti positivi: "Gli amici - la noia - divertimento - istruzione -
libri - classe - lavoro - impegno - rabbia - stress – sostegno".
Alcuni addirittura la definiscono "piacevole": "Appena
che arrivo a scuola mi fa molto piacere e pure appena che vedo le maestre,
io a scuola vengo con tanto piacere e mi fa piacere quando in classe siamo
tutti tranquilli ... qui le maestre ci vogliono molto bene e noi le
vogliamo bene a tutte le maestre ci fanno imparare parecchie cose che noi
non le sapevamo proprio poi quando vengono in classe le maestre vengono sempre
serene e a noi ci fa mollo piacere". Anche la scuola di 'fuori' viene
ricordata senza astio e nessuno sembra dare la colpa all'organizzazione scolastica
o agli insegnanti per non aver più frequentato: "Non avevo tempo
... ho incominciato a fare i reati e non ho capito niente più
e mi trovo qui ... mi piaceva lavorare (rubare n.d.r.).. per
motivi familiari ... ho avuto problemi che non mi importava più
della scuola ... perché facevo chiasso nelle altre aule della
scuola e il mio preside mi allontanava sempre e io non ho voluto più
andare a scuola perché in prima media io ho preso il preside della
scuola media con i baffi (ho preso il preside dai baffi n.d.r.) poi
lo feci andare per tutte le scale per terra e così mi fecero una sospensione
e io non ho più voluto andare a scuola".
Tutti riconoscono (anche se in maniera puramente ‘strumentale’
in quanto il buon andamento scolastico è positivamente valutato ai
fini di possibili ‘benefici’) che "la suola istruisce e impara"
e che a Nisida le insegnanti ti "agevolano" (cioè
tengono conto della particolare condizione in cui si svolge l’attività
didattica). Perché allora il comportamento dei ragazzi resta così
insofferente, aggressivo, rabbioso e il loro livello di apprendimento non
soddisfacente? "(Perché scendiamo da una stanza e andiamo in
un’altra stanza è per questo che portiamo nervosismo … Sono arrabbiati
perché hanno molti problemi a casa la mamma la moglie i figli loro
pensano quello che hanno fatto e si pentono pensando alla loro famiglia perché
i nostri genitori non possono avere queste delusioni da noi. Noi pensando
a questo stiamo sempre arrabbiati … I ragazzi a volte tengono problemi specialmente
qui e alcuni sono: quando fanno i colloqui quando vanno in causa e quando
non si vedono i familiari e questi sono problemi. Però quando vogliamo
io penso che ci impegniamo tutti. Io penso che sono momenti che passano …
Ognuno di noi ci abbiamo i problemi ma chi poco e chi più ce li abbiamo
tutti e perciò appena che uno di noi pensa un po’ subito si innervosisce
e se la prende con tutti può succedere anche a me che sto nervoso e
me la posso prendere con qualcuno poi c’è chi ci ha i problemi di famiglia
e li pensa sempre e perciò quando viene sulla scuola alle volte si
incazza perché vuole stare un po’ da solo e vuole pensare ai fatti
suoi … Si sentono soli e senza la loro famiglia poi ci si mette anche che
già si trovano qui dentro e non possono fare niente e per loro quando
si deve fare la scuola per questo non vogliono studiare poi si sentono tutti
grippati … I ragazzi a volte vengono arrabbiati a scuola forse perché
hanno avuto qualche problema con la loro famiglia oppure con qualche agente
perché a volte chiediamo di farci un favore e loro ci dicono non è
possibile poi quando si parla con l’educatore e ci da delle notizie negative
oppure perché ci svegliamo troppo presto, a volte succede che la notte
non riesci a dormire e ti svegliano presto allora inizia la giornata storta
poi anche se vuoi restare in stanza non ti fanno stare si deve chiedere di
metterci a visita medica e se il medico ritiene necessario ti da i giorni
di stanza ma c’è chi non ha voglia e viene a scuola solo per dare fastidio
e (i ragazzi n.d.r.) stanno in una fase giuridica e non possono fare
niente perciò vengono a scuola nervosi a volte pensi cosa stavi facendo
fuori ti ricordi tante cose e stai molto male però la cosa
che ti fa stare più male è quando pensi alla
ragazza perché pensi che cosa sta facendo adesso chi sa mi sta pensando
in quel momento ti fai tanti pensieri anche quei pensieri che non dovresti
fare ma purtroppo li fai perché stai dentro e lei fuori … Perché
della scuola non me ne faccio niente: non so leggere e non so scrivere, non
mi interessa proprio la licenza e ci vengo solo perché sto carcerato".
Nota finale
Abbiamo raccolto in alcune voci significative le opinioni più
interessanti espresse dai ragazzi rispetto al loro modo di vedere persone
e fatti. Per sei mesi (ottobre 98/marzo99) abbiamo:
1) ascoltato con particolare attenzione i ragazzi osservando
le loro reazioni a fatti e opinioni;
2) sollecitato le loro risposte con la lettura di specifici
articoli di giornale e, soprattutto, con la visione settimanale di film;
3) somministrato per ogni film questionari; individualmente
e/o in gruppo a seconda delle circostanze;
4) utilizzato schede con disegni da interpretare;
5) combinato la ricerca diretta con quella indiretta,
le risposte orali con quelle scritte;
6) riproposto più volte, in diverse circostanze
e con differenti modalità, le stesse domande per verificare la costanza
delle risposte;
7) confrontato quotidianamente le nostre opinioni sulle
reazioni dei ragazzi;
8) privilegiato le risposte scritte che rappresentano
il 99% delle espressioni dei ragazzi qui riportate;
9) avuto alcune discussioni sull'argomento con la psicologa
dell'Istituto dott.ssa Zincone.
E' stato un lavoro faticoso e certo non esaustivo.
Ci auguriamo che possa costituire un contributo alla comprensione
del mondo di valori dei ragazzi attualmente presenti a Nisida.