ARCHIVIO

Cronologia delle iniziative dell'EdA in Emilia Romagna

 

ANNO 2001

 

Seminario regionale di formazione dei formatori
per l'Educazione degli Adulti 
Rimini, Hotel Bellevue
19 - 20 - 21 aprile 2001

Relazione di Denise Lentini - Responsabile della progettazione di Ageform


"Costruire un sistema per l'Educazione degli adulti" - Progetto finanziato dall'Amministrazione Provinciale di Bologna

 

IL GRUPPO DI LAVORO E' UNA RETE DI REALTA' CHE A DIVERSA COMPETENZA SI OCCUPANO DI EDA A LIVELLO LOCALE

Obiettivi che si siamo posti a partire dal 1° giorno in cui abbiamo cominciato a lavorare insieme

a) lo sviluppo di una competenza atta a coinvolgere e connettere le risorse del territorio,

b) l'integrazione delle competenze e del know-how delle persone che ne fanno parte,

c) il confronto sulle specificità operative.

Abbiamo pensato che lavorare su queste tre dimensioni dovrebbe porre le condizioni perché la progettazione dell'offerta formativa a livello di ogni singola agenzia EDA divenga attività di progettazione dialogica e sinergica rispetto al contesto, rispetto cioè alle istanze poste dalla domanda formativa in connessione alla consapevolezza data dal pensare e progettare la risposta (l'offerta formativa) come nodo di una rete complessiva, di un sistema.
Il percorso di rete sin qui realizzato ha consentito, oltre a portare a termine le prime fasi previste dal progetto dal punto di vista dei risultati attesi (analisi della domanda e dell'offerta formativa esistente), di evidenziare alcuni elementi attorno a cui pensare il percorso formativo al lavoro di rete destinato ai referenti di agenzie EDA.
Innanzitutto il dato dell'esame della situazione dal punto di vista dell'integrazione esistente tra singole attività di progettazione ed erogazione formativa. Da questo punto di vista le analisi prodotte mettono in evidenza un grado di integrazione insufficiente: ogni singola agenzia pensa e produce da sé, quasi mai in connessione ad altre risorse. L'attività di progettazione dell'offerta formativa è un'attività individuale, cioè della singola agenzia, non un'attività di pensiero dialogico, cioè realizzata in connessione ad altre agenzie formative complementari o parallele, né in connessione a quelle agenzie del territorio che, seppur non specificatamente orientate a produrre formazione, risultano essere nodi fondamentali nei percorsi di vita delle persone che all'agenzia poi si rivolgono alla ricerca di percorsi di formazione.
In controtendenza alla situazione reale è invece il dato di consapevolezza delle persone che partecipano al percorso: dal punto di vista della sopravvivenza e dello sviluppo di un sistema di offerta formativa destinata agli adulti è vitale l'integrazione.
E' innanzitutto una necessità che scaturisce dall'analisi effettuata sulla domanda formativa dell'utenza. L'integrazione tra le singole offerte è il bisogno di incontrare risposte alla complessità dei bisogni delle singole persone: complessità data dalla somma dei bisogni connessi e sottesi al bisogno formativo in senso stretto e al loro essere espressione di un progetto di vita complessivo, orientato molte volte a lungo termine, che guarda al futuro immaginando percorsi che vanno oltre l'immediatezza del presente.
Immaginare un percorso formativo orientato alla costruzione di legami di rete tra singole agenzie significa chiedersi quali oggetti di lavoro siano oggi più necessari in rapporto all'esito auspicato.
La proposta che avanziamo è un percorso che lavori in direzione dei seguenti possibili oggetti:
- la conoscenza ed il confronto: il conoscersi tra agenzie, il confrontarsi sulle reciproche attività, metodologie, scelte operative in direzione della costruzione di un "linguaggio comune";
- il disegno di una rete: immaginare una rete a partire da quali elementi inserirvi, come connetterli, produrre un disegno condiviso;
- i fattori di integrazione: cosa fa di una rete (insieme) una rete (integrazione)? Quali fattori, strumenti, elementi considerare e produrre dal punto di vista della costruzione di una rete nella specificità delle situazioni locali.
Un percorso che, in sintesi, consentirà alle singole agenzie partecipanti di conoscere le attività prodotte dalle altre agenzie e di confrontarsi nel gruppo a partire da questo.
Sulla base della conoscenza della rete nei termini delle singole specificità ivi contenute si arriverà dunque al confronto orientato al produrre una rappresentazione condivisa della rete che "dovrà essere" immaginandone contenuto (elementi) e connessioni e quindi all'eleborazione cognitiva ed esperienziale dei fattori di integrazione necessari alla sua costruzione.

2 OBIETTIVO

* produrre una rilevazione della domanda di formazione che giunge alle singole agenzie.
A partire da una riflessione attorno all'oggetto stesso del lavoro, la "domanda formativa", il gruppo ha quindi definito un percorso di rilevazione e di analisi della stessa partendo da alcune premesse - anzitutto il dato della soggettività della domanda: il fatto cioè che la domanda di formazione coincide sempre con la complessità e l'irriducibilità della persona stessa e che il tentativo di coglierla significa operare un processo di conoscenza che accetti e non elimini la soggettività (in questo senso si è discusso il valore di uno strumento come il questionario in rapporto ad altri strumenti possibili che maggiore spazio concedono all'elemento soggettivo);
- la complessità della domanda: il suo essere espressione di un insieme di bisogni, facenti riferimento a diversi aspetti della persona e a diversi livelli di consapevolezza e dell'essere in relazione ad un elemento dinamico come il progetto di sé;
- l'attività di ricerca e di analisi sulla domanda è attività di decodifica orientata alla costruzione di significati attorno ad essa. Non può non essere che un percorso dialogico con l'altro che a partire dalla domanda espressa sia in grado di esplorare il più possibile le "regioni" sottostanti, cioè l'intreccio dei bisogni e la relazione con la dimensione del progetto di sé. A partire da tali riflessioni si è quindi giunti a definire il focus-group quale strumento il più adatto al tipo di ricerca caratterizzato in modo tale da rispondere a tali premesse. Uno strumento cioè che fosse sufficientemente sensibile alla soggettività, flessibile ad un percorso la cui direzione non è predeterminata, aperto all'accogliere elementi di conoscenza e di racconto di sé non previsti.
Ogni referente di agenzia presente nel gruppo di lavoro si è quindi attivato quale facilitatore del proprio focus-group. Il risultato di tale lavoro è ciò che di seguito proveremo a sintetizzare.

La domanda formativa: riflessioni conclusive di sintesi
Sintetizziamo gli elementi che dall'esame delle interviste sembrano caratterizzare la domanda formativa.

1. Una domanda formativa è sempre espressione di una specificità, cioè di un soggetto, ognuno diverso dall'altro in relazione a cultura di appartenenza, storia personale, esperienze vissute, immagine di sé che ne consegue.

2. Una domanda è sempre espressione di un progetto di sé, cioè parte di un contesto che va al di là della singola ed attuale esperienza formativa. Contesto che è ciò che dà significato all'esperienza stessa.

3. In una domanda di formazione è presente una componente affettiva rilevante: sentimenti e quindi conseguenti attese e bisogni di adeguatezza del sé rispetto al contesto (di vita e formativo), di rivalsa, di affermazione di sé, di appartenenza, di protezione, ecc.

4. La dimensione della socialità è centrale, sia in quanto componente del contesto che da significato alla domanda (ciò che sta dietro la domanda), sia come componente della domanda stessa laddove ad essere espresse come bisogno sono le relazioni, gli scambi comunicativi ed affettivi, i legami tra le persone che insieme condividono un'esperienza di formazione.

L'offerta si interroga...

Una domanda formativa così come risulta dalle interviste di gruppo realizzate è elemento che interpella in modo forte il sistema dell'offerta formativa, ogni suo elemento, ma anche come rete, come offerta complessiva definita dall'integrarsi delle singole offerte esistenti.
Ad una prima analisi, tale interrogazione appare centrasi attorno ad alcuni nodi.

1. La personalizzazione dell'offerta, un offerta cioè che si struttura attorno al dato della soggettività, che si fa flessibile, plasmare. Rispetto alla didattica, cioè ai metodi di apprendimento utilizzati dai docenti, agli strumenti utilizzati (i libri, ad esempio) ed ai contenuti, ai tempi (abbreviare i percorsi?) ed infine ai sistemi di valutazione e certificazione delle competenze.

2. La dimensione della socialità come area di bisogni emergente e che chiede una risposta. Quando il mettere al centro la persona della propria attività di progettazione dell'offerta significa prendere in considerazione anche ciò che alla domanda in senso stretto sta attorno: il contesto di vita, la relativa situazione relazionale e sociale, aprirsi al dialogo con bisogni "altri".

3. La necessità di ancorare la propria offerta al territorio, perché solo così la complessità della domanda trova una risposta che integra e non scinde la complessità di cui è espressione. Collegamento in relazione al mercato del lavoro, alle altre offerte formative e al sistema dei diritti, laddove una domanda di formazione è sottesa ad un bisogno di inserimento sociale e di integrazione ad ampio raggio.

4. Una risposta al progetto (e non soltanto alla domanda):

- la possibilità che la scuola sia anche il luogo in cui poter "lavorare" sul proprio progetto professionale e di vita, cioè che l'offerta disponibile sia anche un'offerta di orientamento e consulenza alle scelte;

- la messa in campo di una offerta che in integrazione ad altre offerte si orienti alla logica della continuità educativa.

Concludiamo riflettendo sulle parole chiave emerse dal percorso finora svolto.

Storia di se' - biografia - soggetto - componente affettiva - relazione - strumenti culturali

Queste parole ci fanno riflettere forse su un sistema di educazione permanente piu' orientato ad: un approccio di empowerment alle sfide della comunità dei Sistemi di protezione ed acquisizione di risorse per l'individuo nella comunità.

"Pensiamo infatti che molti processi di depauperamento degli individui e di un'intera comunità locale prendono avvio dallo sfilacciarsi delle reti comunicative tra comunità e gruppi come tra gruppi e persone. Lo sviluppo di comunità si propone di essere reti e di qualificarne la competenza affettiva, cognitiva e di potere, in modo che gli individui possano disporre delle risorse per far fronte alle loro sfide e divenire, a loro volta, risorse per una progettualità di comunità" ed ancora parole come: rete - integrazione - socialità esprimono forse un bisogno di reti si' organizzate, si' plurirappresentative ma anche emozionali attraverso cui far passare poi la conoscenza anche quella cosi' detta tecnico - professionale

Quindi un bisogno di RETI SOCIALI che significa nel nostro contesto considerare una formazione, una educazione permanente quali elementi volti a creare una spirale positiva tra potenziamento personale dei soggetti coinvolti e creazione di una comunità o rete di sistemi competente, che pare in grado di offrire più occasioni di contare e partecipare ai sui membri.
Nello specifico - Lavorare in rete per noi significa aumentare la possibilità di vivere processi collettivi nei quali la solidarietà prevalga sulla indifferenza.
Cercare tutti insieme di ridare dignità, che significa attivare, valorizzare, sostenere e potenziare le differenze che caratterizzano i vari attori di un contesto.
Si tratta, quindi, di operare per ricostruire un tessuto sociale dove persone, bisogni, rapporti, relazioni trovino modo di esprimersi e realizzarsi attraverso il confronto di storie vissute e condivise.

Concludiamo con le parole sociale/socialità, auspicando una dimensione sociale della formazione permanente

"La dimensione sociale della formazione vale a dire una dimensione connessa ad attitudini all'apprendimento, a valori e significati sociali, inserendo l'apprendimento continuo in uno sviluppo di partecipazione sociale e di empowerment" - Peter Hermann

Cio' si traduce in una pratica formativa innovativa e di costruzione di servizi, in cui occasione di ricevere e dare aiuto producano effetti positivi sia sul piano del potenziamento dell'autostima, della fiducia e della competenza dei partecipanti, sia sulla creazione di una comunità o rete di sistemi in grado di offrire ai suoi membri concrete occasioni di contare e partecipare.
Una formazione, dunque, intesa come meta di un processo che parte dal self-help e si coniuga con altre forme di sostegno sociale, basato sui valori della solidarietà e sulla considerazione per le interazioni ambientali.

Ringraziamenti

Ringraziamo i referenti degli attori chiave che partecipano alla rete EDA il cui prezioso lavoro sta oltre che garantendo la realizzazione del progetto, portandone valore aggiunto.

- IST. COMPRENSIVO n° 10 (S.M.S. " BESTA ")
- C.T.P. S.M.S. "MAMELI "
- C.T.P. IST. COMPRENSIVO n° 7 (S.M.S. "ORSINI" )
- C.T.P. IST. COMPRENSIVO n° 1 (S.M.S. DOZZA)
- C.T.P. IST. STATALE DI ISTRUZIONE SECONDARIA "CADUTI DELLA DIRETTISSIMA"
- ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE "KEYNES"
- ISTITUTO TECNICO / PROFESSIONALE "ALDINI - VALERIANI"
- IPSIA "FIORAVANTI" SERALE
- ISTITUTO PROFESSIONALE "MANFREDI"
- Universita' "PRIMO LEVI ".

Ringraziamo inoltre il Gruppo Abele sia come agevolatore del processo di formazione alla rete sia come espressione di un terzo settore da anni impegnato a far coesistere una costante riflessione sul senso e sulle modalità dei processi di formazione con un impegno di solidarietà sociale.

Denise Lentini - responsabile della progettazione di Ageform -