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Relazione
di Denise Lentini - Responsabile della progettazione di Ageform
"Costruire un sistema per l'Educazione degli adulti" - Progetto
finanziato dall'Amministrazione Provinciale di Bologna
IL GRUPPO
DI LAVORO E' UNA RETE DI REALTA' CHE A DIVERSA COMPETENZA SI OCCUPANO DI
EDA A LIVELLO LOCALE
Obiettivi che
si siamo posti a partire dal 1° giorno in cui abbiamo cominciato a
lavorare insieme
a) lo sviluppo
di una competenza atta a coinvolgere e connettere le risorse del
territorio,
b)
l'integrazione delle competenze e del know-how delle persone che ne
fanno parte,
c) il
confronto sulle specificità operative.
Abbiamo
pensato che lavorare su queste tre dimensioni dovrebbe porre le
condizioni perché la progettazione dell'offerta formativa a livello di
ogni singola agenzia EDA divenga attività di progettazione dialogica e
sinergica rispetto al contesto, rispetto cioè alle istanze poste dalla
domanda formativa in connessione alla consapevolezza data dal pensare e
progettare la risposta (l'offerta formativa) come nodo di una rete
complessiva, di un sistema.
Il percorso di rete sin qui realizzato ha consentito, oltre a portare a
termine le prime fasi previste dal progetto dal punto di vista dei
risultati attesi (analisi della domanda e dell'offerta formativa
esistente), di evidenziare alcuni elementi attorno a cui pensare il
percorso formativo al lavoro di rete destinato ai referenti di agenzie
EDA.
Innanzitutto il dato dell'esame della situazione dal punto di vista
dell'integrazione esistente tra singole attività di progettazione ed
erogazione formativa. Da questo punto di vista le analisi prodotte
mettono in evidenza un grado di integrazione insufficiente: ogni singola
agenzia pensa e produce da sé, quasi mai in connessione ad altre
risorse. L'attività di progettazione dell'offerta formativa è
un'attività individuale, cioè della singola agenzia, non un'attività di
pensiero dialogico, cioè realizzata in connessione ad altre agenzie
formative complementari o parallele, né in connessione a quelle agenzie
del territorio che, seppur non specificatamente orientate a produrre
formazione, risultano essere nodi fondamentali nei percorsi di vita
delle persone che all'agenzia poi si rivolgono alla ricerca di percorsi
di formazione.
In controtendenza alla situazione reale è invece il dato di
consapevolezza delle persone che partecipano al percorso: dal punto di
vista della sopravvivenza e dello sviluppo di un sistema di offerta
formativa destinata agli adulti è vitale l'integrazione.
E' innanzitutto una necessità che scaturisce dall'analisi effettuata
sulla domanda formativa dell'utenza. L'integrazione tra le singole
offerte è il bisogno di incontrare risposte alla complessità dei bisogni
delle singole persone: complessità data dalla somma dei bisogni connessi
e sottesi al bisogno formativo in senso stretto e al loro essere
espressione di un progetto di vita complessivo, orientato molte volte a
lungo termine, che guarda al futuro immaginando percorsi che vanno oltre
l'immediatezza del presente.
Immaginare un percorso formativo orientato alla costruzione di legami di
rete tra singole agenzie significa chiedersi quali oggetti di lavoro
siano oggi più necessari in rapporto all'esito auspicato.
La proposta che avanziamo è un percorso che lavori in direzione dei
seguenti possibili oggetti:
- la conoscenza ed il confronto: il conoscersi tra agenzie, il
confrontarsi sulle reciproche attività, metodologie, scelte operative in
direzione della costruzione di un "linguaggio comune";
- il disegno di una rete: immaginare una rete a partire da quali
elementi inserirvi, come connetterli, produrre un disegno condiviso;
- i fattori di integrazione: cosa fa di una rete (insieme) una
rete (integrazione)? Quali fattori, strumenti, elementi considerare e
produrre dal punto di vista della costruzione di una rete nella
specificità delle situazioni locali.
Un percorso che, in sintesi, consentirà alle singole agenzie
partecipanti di conoscere le attività prodotte dalle altre agenzie e di
confrontarsi nel gruppo a partire da questo.
Sulla base della conoscenza della rete nei termini delle singole
specificità ivi contenute si arriverà dunque al confronto orientato al
produrre una rappresentazione condivisa della rete che "dovrà essere"
immaginandone contenuto (elementi) e connessioni e quindi all'eleborazione
cognitiva ed esperienziale dei fattori di integrazione necessari alla
sua costruzione.
2 OBIETTIVO
* produrre una
rilevazione della domanda di formazione che giunge alle singole
agenzie.
A partire da una riflessione attorno all'oggetto stesso del lavoro, la
"domanda formativa", il gruppo ha quindi definito un percorso di
rilevazione e di analisi della stessa partendo da alcune premesse -
anzitutto il dato della soggettività della domanda: il fatto cioè che la
domanda di formazione coincide sempre con la complessità e
l'irriducibilità della persona stessa e che il tentativo di coglierla
significa operare un processo di conoscenza che accetti e non elimini la
soggettività (in questo senso si è discusso il valore di uno strumento
come il questionario in rapporto ad altri strumenti possibili che
maggiore spazio concedono all'elemento soggettivo);
- la complessità della domanda: il suo essere espressione di un insieme
di bisogni, facenti riferimento a diversi aspetti della persona e a
diversi livelli di consapevolezza e dell'essere in relazione ad un
elemento dinamico come il progetto di sé;
- l'attività di ricerca e di analisi sulla domanda è attività di
decodifica orientata alla costruzione di significati attorno ad essa.
Non può non essere che un percorso dialogico con l'altro che a partire
dalla domanda espressa sia in grado di esplorare il più possibile le
"regioni" sottostanti, cioè l'intreccio dei bisogni e la relazione con
la dimensione del progetto di sé. A partire da tali riflessioni si è
quindi giunti a definire il focus-group quale strumento il più adatto al
tipo di ricerca caratterizzato in modo tale da rispondere a tali
premesse. Uno strumento cioè che fosse sufficientemente sensibile alla
soggettività, flessibile ad un percorso la cui direzione non è
predeterminata, aperto all'accogliere elementi di conoscenza e di
racconto di sé non previsti.
Ogni referente di agenzia presente nel gruppo di lavoro si è quindi
attivato quale facilitatore del proprio focus-group. Il risultato di
tale lavoro è ciò che di seguito proveremo a sintetizzare.
La domanda
formativa: riflessioni conclusive di sintesi
Sintetizziamo gli elementi che dall'esame delle interviste sembrano
caratterizzare la domanda formativa.
1. Una domanda
formativa è sempre espressione di una specificità, cioè di
un soggetto, ognuno diverso dall'altro in relazione a cultura di
appartenenza, storia personale, esperienze vissute, immagine di sé che
ne consegue.
2. Una domanda
è sempre espressione di un progetto di sé, cioè parte di un
contesto che va al di là della singola ed attuale esperienza formativa.
Contesto che è ciò che dà significato all'esperienza stessa.
3. In una
domanda di formazione è presente una componente affettiva
rilevante: sentimenti e quindi conseguenti attese e bisogni di
adeguatezza del sé rispetto al contesto (di vita e formativo), di
rivalsa, di affermazione di sé, di appartenenza, di protezione, ecc.
4. La
dimensione della socialità è centrale, sia in quanto componente del
contesto che da significato alla domanda (ciò che sta dietro la
domanda), sia come componente della domanda stessa laddove ad essere
espresse come bisogno sono le relazioni, gli scambi comunicativi ed
affettivi, i legami tra le persone che insieme condividono un'esperienza
di formazione.
L'offerta
si interroga...
Una domanda
formativa così come risulta dalle interviste di gruppo realizzate è
elemento che interpella in modo forte il sistema dell'offerta formativa,
ogni suo elemento, ma anche come rete, come offerta complessiva definita
dall'integrarsi delle singole offerte esistenti.
Ad una prima analisi, tale interrogazione appare centrasi attorno ad
alcuni nodi.
1. La
personalizzazione dell'offerta, un offerta cioè che si struttura
attorno al dato della soggettività, che si fa flessibile, plasmare.
Rispetto alla didattica, cioè ai metodi di apprendimento utilizzati dai
docenti, agli strumenti utilizzati (i libri, ad esempio) ed ai
contenuti, ai tempi (abbreviare i percorsi?) ed infine ai sistemi di
valutazione e certificazione delle competenze.
2. La
dimensione della socialità come area di bisogni emergente e che
chiede una risposta. Quando il mettere al centro la persona della
propria attività di progettazione dell'offerta significa prendere in
considerazione anche ciò che alla domanda in senso stretto sta attorno:
il contesto di vita, la relativa situazione relazionale e
sociale, aprirsi al dialogo con bisogni "altri".
3. La
necessità di ancorare la propria offerta al territorio, perché
solo così la complessità della domanda trova una risposta che integra e
non scinde la complessità di cui è espressione. Collegamento in
relazione al mercato del lavoro, alle altre offerte formative e al
sistema dei diritti, laddove una domanda di formazione è sottesa ad un
bisogno di inserimento sociale e di integrazione ad ampio raggio.
4. Una
risposta al progetto (e non soltanto alla domanda):
- la
possibilità che la scuola sia anche il luogo in cui poter "lavorare" sul
proprio progetto professionale e di vita, cioè che l'offerta disponibile
sia anche un'offerta di orientamento e consulenza alle scelte;
- la messa in
campo di una offerta che in integrazione ad altre offerte si orienti
alla logica della continuità educativa.
Concludiamo
riflettendo sulle parole chiave emerse dal percorso finora svolto.
Storia di
se' - biografia - soggetto - componente affettiva - relazione -
strumenti culturali
Queste parole
ci fanno riflettere forse su un sistema di educazione permanente piu'
orientato ad: un approccio di empowerment alle sfide della comunità dei
Sistemi di protezione ed acquisizione di risorse per l'individuo nella
comunità.
"Pensiamo
infatti che molti processi di depauperamento degli individui e di
un'intera comunità locale prendono avvio dallo sfilacciarsi delle reti
comunicative tra comunità e gruppi come tra gruppi e persone. Lo
sviluppo di comunità si propone di essere reti e di qualificarne la
competenza affettiva, cognitiva e di potere, in modo che gli individui
possano disporre delle risorse per far fronte alle loro sfide e
divenire, a loro volta, risorse per una progettualità di comunità" ed
ancora parole come: rete - integrazione - socialità esprimono forse un
bisogno di reti si' organizzate, si' plurirappresentative ma anche
emozionali attraverso cui far passare poi la conoscenza anche quella
cosi' detta tecnico - professionale
Quindi un
bisogno di RETI SOCIALI che significa nel nostro contesto
considerare una formazione, una educazione permanente quali elementi
volti a creare una spirale positiva tra potenziamento personale dei
soggetti coinvolti e creazione di una comunità o rete di sistemi
competente, che pare in grado di offrire più occasioni di contare e
partecipare ai sui membri.
Nello specifico - Lavorare in rete per noi significa aumentare la
possibilità di vivere processi collettivi nei quali la solidarietà
prevalga sulla indifferenza.
Cercare tutti insieme di ridare dignità, che significa attivare,
valorizzare, sostenere e potenziare le differenze che caratterizzano i
vari attori di un contesto.
Si tratta, quindi, di operare per ricostruire un tessuto sociale dove
persone, bisogni, rapporti, relazioni trovino modo di esprimersi e
realizzarsi attraverso il confronto di storie vissute e condivise.
Concludiamo
con le parole sociale/socialità, auspicando una dimensione
sociale della formazione permanente
"La dimensione
sociale della formazione vale a dire una dimensione connessa ad
attitudini all'apprendimento, a valori e significati sociali, inserendo
l'apprendimento continuo in uno sviluppo di partecipazione sociale e di
empowerment" - Peter Hermann
Cio' si
traduce in una pratica formativa innovativa e di costruzione di servizi,
in cui occasione di ricevere e dare aiuto producano effetti positivi sia
sul piano del potenziamento dell'autostima, della fiducia e della
competenza dei partecipanti, sia sulla creazione di una comunità o rete
di sistemi in grado di offrire ai suoi membri concrete occasioni di
contare e partecipare.
Una formazione, dunque, intesa come meta di un processo che parte dal
self-help e si coniuga con altre forme di sostegno sociale, basato sui
valori della solidarietà e sulla considerazione per le interazioni
ambientali.
Ringraziamenti
Ringraziamo i
referenti degli attori chiave che partecipano alla rete EDA il cui
prezioso lavoro sta oltre che garantendo la realizzazione del progetto,
portandone valore aggiunto.
- IST.
COMPRENSIVO n° 10 (S.M.S. " BESTA ")
- C.T.P. S.M.S. "MAMELI "
- C.T.P. IST. COMPRENSIVO n° 7 (S.M.S. "ORSINI" )
- C.T.P. IST. COMPRENSIVO n° 1 (S.M.S. DOZZA)
- C.T.P. IST. STATALE DI ISTRUZIONE SECONDARIA "CADUTI DELLA
DIRETTISSIMA"
- ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE "KEYNES"
- ISTITUTO TECNICO / PROFESSIONALE "ALDINI - VALERIANI"
- IPSIA "FIORAVANTI" SERALE
- ISTITUTO PROFESSIONALE "MANFREDI"
- Universita' "PRIMO LEVI ".
Ringraziamo
inoltre il Gruppo Abele sia come agevolatore del processo di formazione
alla rete sia come espressione di un terzo settore da anni impegnato a
far coesistere una costante riflessione sul senso e sulle modalità dei
processi di formazione con un impegno di solidarietà sociale.
Denise Lentini
- responsabile della progettazione di Ageform - |